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A testa nuda

Seconda parte - Quando, come e perchè la caduta dei capelli assume una forte risonanza emotiva. 

Mediamente una capigliatura complessivamente possiede dai 150.000 ai 180.000 capelli. I capelli cadono quotidianamente in quanto sono soggetti a un continuo ricambio.

di Matteo Cagnoni


Cause, tipi di caduta e nuove cure

Telogen effluvium
Il telogen effluvium è la forma più frequente di caduta di capelli conseguente a stress fisico o psichico (acuto o cronico). Può insorgere a qualsiasi età e in qualsiasi momento in entrambi i sessi, anche se quello femminile è più interessato. Il paziente incomincia a preoccuparsi perché nota all’improvviso una caduta di capelli imponente con la comparsa di un diradamento di grado variabile. Non è raro che arrivino in ambulatorio con un sacchetto contenente i capelli perduti. 
La caduta interessa tutto il cuoio capelluto, comprese le parti laterali e posteriori della testa. Il telogen effl  uvium è di solito soggetto a remissione spontanea entro 6-9 mesi. La causa è un’aumentata caduta di capelli dai follicoli che hanno terminato il loro ciclo di crescita (in fase appunto telogen). Si cura con vitamine per bocca, oligoelementi di supporto e lozioni a base di prodotti rivitalizzanti e anticaduta. In questo caso le cure, oltre a dare un supporto concreto al capello, hanno anche un importante effetto placebo per tranquillizzare il paziente, solitamente molto emotivo.
 
Segnali d’allarme
Mediamente una capigliatura complessivamente possiede dai 150.000 ai 180.000 capelli. I capelli cadono quotidianamente in quanto sono soggetti a un continuo ricambio. 
Una caduta da considerare normale è di 10/50 capelli al giorno. La caduta giornaliera è però anche influenzata da alcuni parametri come la spazzolatura e il lavaggio (che provocano un distacco meccanico del capello). Inoltre, è fisiologico un leggero aumento della caduta in primavera ma soprattutto in autunno: se le cause di questo comportamento stagionale non sono ancora note, è possibile che una di esse sia rappresentata dallo stress accumulato dal sole preso in estate (per la caduta autunnale). Indice di un buono stato di salute è la presenza di capelli folti, resistenti e lucidi: è invece da ritenersi anormale una caduta di oltre 100 capelli al giorno che dura da più di 2-3 mesi. In questi casi sarà prudente consultare un dermatologo. Un’aumentata caduta viene solitamente notata perché si trovano molti capelli sui vestiti o sul cuscino al risveglio. 
Ancora, facendo la doccia ci si accorge che vanno a otturare lo scarico. Per avere un’ulteriore conferma di ciò basta fare a casa il conteggio dei capelli persi nel lavandino dopo uno shampoo (si deve tappare con un fazzoletto il lavandino) e dopo l’asciugatura (Wash Test). La maggior parte dei capelli caduti in un giorno si perdono durante il lavaggio, perché il trauma meccanico facilita il distacco dei capelli. 
 
Capelli, lo specchio 
della nostra salute
Un’alterazione della qualità del capello e un’aumentata caduta possono essere segno di malattie generali: le più comuni cause di caduta dei capelli sono a seguito di interventi chirurgici (soprattutto per gli effetti dell’anestesia generale), stati di malnutrizione, carenza di ferro, febbre elevata, malattie, terapie farmacologiche (anti ipertensivi, farmaci per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue, vitamina A, droghe).
 
Il fumo fa male ai capelli
Il fumo è stato dimostrato essere molto dannoso anche per i capelli: oltre ad aumentare la caduta dei capelli, la nicotina che si deposita sui capelli (fa male pertanto anche il fumo passivo) determina il telogen effluvium che può accelerare il decorso di una alopecia androgenetica. Il fumo agisce sul metabolismo degli ormoni a livello dei follicoli e aumenta il livello di androgeni.
 
L’importanza 
di una corretta alimentazione
Per mantenere una sana capigliatura è importante avere un’alimentazione completa: mangiare molta frutta e verdura, noci, pesce azzurro (molto ricco di omega-3) e vitamine. È importante un adeguato consumo di carne perché l’assorbimento del ferro è favorito da alcuni aminoacidi presenti nella carne. 
 
Ciclo vitale del capello 
La crescita dei capelli del cuoio capelluto attraversa tre fasi: la fase anagen, la fase catagen e la fase telogen. Ovviamente i capelli non si trovano tutti nella stessa fase altrimenti o non ne cadrebbe nessuno o saremmo tutti calvi. La crescita e la caduta del capello dipendono dall’attività del follicolo pilifero. I follicoli piliferi hanno un’attività ciclica caratterizzata dall’alternarsi di periodi di attività, durante il quale producono il capello, di involuzione
e di riposo.
Diciamo che mediamente su 100 capelli sani circa 85 sono in fase anagen, 2-3 in fase catagen e la restante quota in fase telogen. Questa si chiama formula pilare. Il tricogramma, un esame molto importante che si esegue con il microscopio per vedere se è realmente presente una caduta di capelli patologica e che tipo di caduta è, permette, prelevando con una pinza un centinaio di capelli, di verificare la fase vitale in cui si trovano e di calcolare quindi la formula. Soltanto con questo esame, e possibilmente ripetendolo dopo un lungo periodo di terapia, si può valutare con esattezza la situazione.
È utile anche il Pull Test che si esegue  manualmente su varie aree del cuoio
capelluto tirando i capelli per valutare la loto resistenza alla trazione. Altri esami utili da fare dal dermatologo sono il fototricogramma, il tricoanagen test (TKN) e la videomicroscopia.
 
Terapie anticaduta
Contro l’alopecia androgenetica, a differenza di quanto si è portati a credere, attualmente il dermatologo dispone di una vasta gamma di farmaci.
Se dopo numerosi tentativi non si riesce a porre rimedio alla situazione, esistono moderne tecniche di autotrapianto monobulbare discretamente soddisfacenti.
Ad ogni buon conto oggi, quello che in assoluto dà i migliori risultati in tutti i campi della medicina è la prevenzione.
Appena si presentano i primi segni di
iniziale diradamento è necessario correre subito ai ripari. Nella terapia dell’alopecia vengono utilizzati numerosi principi attivi sottoforma di iniezioni intramuscolari, lozioni da applicare sul cuoio capelluto e compresse per bocca. Se le possibilità terapeutiche sono decisamente migliorate rispetto al passato, occorre tuttavia valutare sempre con attenzione la terapia più adeguata al tipo di caduta. 
Abbiamo infatti visto che non esiste un solo tipo di alopecia, ma al contrario ve ne sono parecchie (alopecia da stress, da carenza di ferro, su base ormonale...). Molto utilizzati genericamente sono gli integratori a base di oligoelementi come ferro, rame e zinco che rinforzano il fusto del capello e anche la cisteina, gli isoflavoni della soia, i nucleotidi, vitamine C ed E e il Coenzima Q10. Si assumono per bocca per qualche mese e gli effetti prodotti consistono in unghie e capelli più sani, forti e vitali. Vengono frequentemente utilizzati anche gli estratti placenta e altri tipi di terapie su base vegetale, come ad esempio la serenoa repens estratta dalla palmetta di florida, che ha proprietà antiandrogene.
Le terapie farmacologiche più utilizzate nell’alopecia androgenetica invece sono il minoxidil e la finasteride. Il minoxidil utilizzato a percentuali variabili dal 2 al 5% ha un effetto inibente la caduta, ma è efficace finché lo si utilizza. È una leggenda metropolitana la diceria secondo cui quando si interrompe la terapia, i capelli cadano più velocemente di prima.
Semplicemente, una volta interrotto,
gradualmente riprendono a cadere come prima dell’utilizzo di questa sostanza. La finasteride è stata una grande scoperta casuale poiché è un farmaco antiandrogeno molto utilizzato nel trattamento dell’ipertrofia prostatica. Si è successivamente scoperto che i pazienti in cura con finasteride spesso presentavano una ricrescita di capelli. È stato quindi realizzato un dosaggio più basso (1 mg), dermatologico, per il trattamento dell’alopecia androgenetica.
I risultati sono stati decisamente incoraggianti. Minimi invece gli effetti collaterali.
La finasteride, che va assunta per lunghi periodi, in pochi mesi blocca la caduta dei capelli su una buona percentuale di pazienti (andando a inibire l’attività dell’enzima 5 alfa-reduttasi tipo 2). Pur funzionando meglio sui giovani si è dimostrata in grado di svolgere una funzione anticaduta anche fino ai 60 anni. 
Assumendo la finasteride già dopo 3 mesi si può notare un arresto della caduta e, dopo 6 mesi, si osservano i primi miglioramenti (i capelli oltre a essere aumentati di numero, risultano anche più ispessiti).

Fine seconda parte.

Torna alla prima parte.

 

20 gennaio 2012