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Capelli e cuoio capelluto

Seconda parte - Anatomo-fisiologia del pelo

di Mariangela Magistro


Anatomo-fisiologia del pelo
I peli appaiono come filamenti cornei flessibili che ricoprono tutta la superficie del corpo, ad esclusione di regioni in cui la pelle appare glabra (palmi delle mani, piante dei piedi). Durante la vita intrauterina il feto è interamente ricoperto da una sottile lanugine che verrà sostituita entro i primi mesi dalla nascita dal vello, formato da peli sottili che in alcune zone si conserveranno, mentre in altre verranno sostituiti da peli terminali, più lunghi e spessi dei precedenti. I peli terminali sono diversamente distribuiti a seconda del sesso e si trovano principalmente in alcune regioni del corpo, in particolare: cuoio capelluto, ciglia e sopracciglia, pube, ascelle, faccia, torace, condotto uditivo esterno (tragi) e vestibolo del naso (vibrisse). Da un punto di vista anatomico si parla di complesso pilo-sebaceo, per indicare una struttura formata dal pelo, inserito in una invaginazione della cute detta follicolo pilifero, da una ghiandola sebacea dotata di dotto escretore e dal muscolo pilo-erettore, che partendo dal derma papillare si inserisce sul follicolo (al di sotto della ghiandola sebacea) e determina il sollevamento del pelo in conseguenza ad alcuni stimoli.

A livello strutturale, il fusto è la parte del pelo che fuoriesce dalla superficie cutanea, a differenza della radice che resta nascosta all’interno del follicolo pilifero in una struttura che termina con un ingrossamento detto bulbo. Il bulbo pilifero, che nei capelli si trova a livello dell’ipoderma, avvolge una papilla in cui sono presenti capillari e fibre nervose. Il fusto del capello è formato da tre parti: 

- cuticola: è lo strato più esterno del fusto ed è formato da cellule appiattite e sovrapposte che lo preservano dall’ambiente esterno; 

- corteccia: è la parte più spessa del capello e ne definisce la forma e la consistenza; 

- midollo: è un sottile strato interno presente in alcuni capelli, soprattutto in quelli bianchi.

Nel bulbo si trova la matrice, una struttura formata da cellule epiteliali in intensa attività proliferativa che rivestono la papilla; le cellule della matrice esterna, moltiplicandosi, tendono ad affusolarsi, ad appiattirsi e a cheratinizzare, formando la corteccia.

Da un punto di vista chimico i capelli sono formati prevalentemente da cheratina (60-95%), presente soprattutto a livello della corteccia, con alcune tracce anche nella cuticola. L’elevata porosità dei capelli favorisce l’assorbimento di acqua con un aumento del peso fino al 20%, per questo in presenza di umidità i capelli risultano così appesantiti. Il colore dei capelli dipende dalla presenza di alcuni pigmenti, tra cui la melanina. In particolare si osservano due tipi di pigmento melanico:

uno più scuro (eumelanina) e uno più chiaro (feomelanina). Dalla prevalenza di uno o dell’altro dipende il colore dei capelli: nei soggetti rossi, ad esempio, manca l’eumelanina e abbonda la feomelanina mista a caroteni. Col passare degli anni la produzione di melanina diminuisce progressivamente e si osserva il fenomeno dell’incanutimento. Il pelo non viene prodotto in modo continuativo dal follicolo, ma segue un ciclo in cui si alternano periodi di attività e periodi di riposo. Nel ciclo del pelo si riconoscono tre fasi:

- anagen: rappresenta la fase di formazione e sviluppo del pelo, dura dai 3 ai 7 anni ed è regolata principalmente da fattori genetici. In media i capelli crescono circa 1 cm al mese, grazie a un’intensa attività proliferativa a livello del bulbo, tuttavia con il passare degli anni la durata dell’anagen diminuisce; 

- catagen: dura circa 3-4 settimane e rappresenta la fase in cui la matrice del pelo interrompe la sua attività proliferativa e il follicolo risale verso la superficie della pelle; - telogen: dura in media 3 mesi e prevede la scomparsa della matrice del pelo e l’interruzione delle attività follicolari; il pelo resta attaccato al follicolo fin quando questo non riprenderà la sua attività, producendo un nuovo pelo che, crescendo, espellerà quello vecchio.

Le ghiandole sebacee si trovano in gran parte annesse al follicolo pilifero (ma possono anche trovarsi a livello delle regioni di confine tra cute e mucosa) e si attivano in maniera considerevole in età puberale. A livello strutturale, queste ghiandole presentano forma a grappolo con acini ricchi di cellule secernenti il sebo, una sostanza fondamentale per la conservazione delle proprietà fisiologiche della pelle e dei capelli, in grado di contribuire alla formazione del film idrolipidico, al mantenimento del pH cutaneo e alla difesa della cute, grazie alle sostanze batteriostatiche in esso contenute e al suo pH acido (3-4). Il sebo è composto da: gliceridi e acidi grassi liberi, cere esterificate, squalene, esteri del colesterolo, colesterolo. L’eliminazione del sebo nel follicolo pilifero è continua, e può essere favorita dalla contrazione del muscolo pilo-erettore con cui gli acini vengono a contatto. La produzione di sebo è soggetta a controllo ormonale e varia con l’età.

Il cuoio capelluto è inoltre ricco di ghiandole sudoripare eccrine, responsabili della produzione del sudore, fondamentaleper la termoregolazione e per l’escrezione delle tossine. Queste ghiandole presentano forma tubulare, risultano attive fin dalla nascita e non sono connesse con l’apparato pilosebaceo, in quanto sboccano direttamente a livello della superficie cutanea. La produzione di sudore è influenzata dalle condizioni interne (situazioni psicologiche e fisiologiche) ed esterne (temperatura). Da un punto di vista quali-quantitativo il sudore è formato prevalentemente da acqua (99%), cloruro di sodio, potassio, urea, glucosio, lattati e piccole quantità di amminoacidi. 

Fine seconda parte.

9 luglio 2010