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Cupole di grano saraceno

Con borlotti e pomodori

Cupole di grano saraceno

di Giuseppe Capano


Si cucina come un cereale nonostante non lo sia: parliamo del grano saraceno, privo di glutine ma ricco di sostanze nutritive.

Ingredienti per 4 persone:
130 g di grano saraceno in chicchi
130 g circa di fagioli borlotti sgranati
8 pomodori ramati
1 mazzetto piccolo di erba cipollina
10 semi di finocchio
2 foglie di alloro
Olio, sale
Origano secco

Preparazione:
Versate i fagioli in una pentola a pressione insieme ai semi di finocchio e a 150 ml d’acqua e dal momento del sibilo cuocete per 20 minuti circa. Lasciate calare la pressione, scolate i fagioli e sistemateli in una ciotola coperta. 
Allungate il loro brodo di cottura con acqua fino ad arrivare a 320 ml. 
Tostate il grano saraceno in una casseruola per 2-3 minuti a fuoco medio-basso, bagnatelo col brodo allungato, portate a bollore, salate, aggiungete l’alloro e cuocete per 15 minuti a fuoco basso coprendo parte della pentola con un coperchio. A fine cottura lasciate riposare il grano coperto per 10 minuti, quindi eliminate l’alloro e stendetelo in un vassoio.
Mettete da parte i 3 pomodori più sodi, incidete gli altri con un leggero segno a croce e scottateli per qualche secondo in acqua bollente. 
Pelateli, eliminate i semi e tagliateli a dadini, poi conditeli con un pizzico di sale, l’erba cipollina tagliuzzata finemente e 3 cucchiai d’olio.
Mescolate il grano tiepido con i fagioli e i pomodori conditi, trasferite il composto in 4 ciotoline leggermente oliate e pressatelo bene. 
Dopo qualche minuto capovolgete le cupole in 4 piatti piani, contornatele con i pomodori crudi affettati sottilmente e conditi con poco sale, origano, un filo d’olio. 
 
• NOTA 
Al posto dei borlotti freschi potete utilizzare legumi già cotti, sostituendo il liquido di ammollo con buon brodo vegetale.


CURIOSITA'
Grano Saraceno nel nome un equivoco
Seminato nel Veronese ai primi del ‘500, il grano saraceno si diffuse poi in Valtellina contribuendo a sfamare la popolazione durante i periodi di carestia. 
A dispetto del nome non è un grano e neppure di origini saracene, bensì arriva da una vasta area che va dalla Siberia alla Manciuria.
La farina di grano saraceno è il principale ingrediente di ricette tradizionali della Valtellina - anche se oggi la sua coltivazione in quest’area è piuttosto scarsa - tra cui i rinomati pizzoccheri originari di Teglio, delle particolari tagliatelle fatte con due terzi di farina di grano saraceno e un terzo di frumento, e la polenta taragna, ottenuta con saraceno, mais, burro e formaggio. 
 

10 dicembre 2011